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Riflessioni 1 giugno 2015 · lettura 2 min · 1464 letture

La stanza centosette

Davide Ghiorsi 180 poesie pubblicate
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Nella stanza centosette, ci son quelli un po' più gravi, che non possono mai uscire, perché sono recidivi. Quella porta è sempre chiusa, un lucchetto ha il chiavistello, c'è ricoverato Augusto, dice d'essere un uccello. Dice di saper volare, ma la gente non gli crede, "E' impossibile senz'ali, e senza alzare neanche un piede". Ma a lui basta chiuder gli occhi, per librarsi in mezzo al cielo, non i piedi metton l'ali, ma le mette il suo pensiero. Bacia i rami tra le foglie, alle onde ruba schiuma, coglie l'anima agli amici, per portarla sulla luna. Poi ritorna a riadagiarsi, tra le pieghe della carta, ed i voli suoi tra i sogni, fanno al cuore da coperta. Non esiston porte chiuse, che lo possano fermare, perché il bianco cuor d'Augusto, non si riesce a imprigionare. E fa paura a tutti quelli, che si credono normali, ma gli invidiano il pensiero, e gli invidiano le ali. Nella stanza centosette, ci son chiusi i sognatori, la cui loro unica colpa, è far invidia agli altri cuori. Ma è una stanza senza muri, senza porte o chiavistelli, dove gli occhi stanno chiusi, e si vola come uccelli. Ed or scusate devo andare, lascio un petalo di piuma, perché Augusto mi ha chiamato, e mi aspetta sulla luna.
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A tutti i sognatori il nome proprio è frutto di fantasia immagine dal web

L'autore
Davide Ghiorsi
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Commenti (3)

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Pagu3 giugno 2015

Contenuto e musicalità. Un lavoro incisivo che fa pensare a drammatiche realtà. Il poeta ha narrato il tutto con tanta sensibilità. Bel lavoro.

Daniela Zarriello4 giugno 2015

La fantasia, che é il nostro punto di forza, è anche la nostra debolezza. A volte la realtà è così difficile che, quando si spicca il volo in un mondo tutto nostro, il ritorno non è scontato. I meandri della mente sono ancora avvolti da molte zone d'ombra. Una lirica che rapisce per delicatezza e leggerezza del verseggio e per l'approccio sereno ad una tematica così dolorosa. La commozione che provoca apre ad un maggiore sguardo empatico e riflessivo. Lettura pregevole e da conservare.

Chiara Vacchieri5 giugno 2015

Coloro che riescono ad osservare la realtà da un altro punto di vista vengono etichettati, dalla società stereotipata, come soggetti incapaci di intendere e volere... forse ... ma alla luce dei fatti non so se sia meglio essere normali dato che il prezzo da pagare è quello di perdere la capacità di Augusto di credere all'impossibile e di volare.