Arciere io

Già da piccolo mostra una tendenza ad amare gli spazi liberi e il verde, dove spesso si rifugia in contemplazione. Crescendo, cresce anche la sua sensibilità verso l’ambiente paesaggistico, che è sempre più afflitto dalle nefandezze umane e verso le grandezze universali, tanto da sentirsi portato a dialogare con la na
Commenti (6)
Il poeta diventa arciere; ogni suo verso parte come un dardo affascinando il lettore, complimenti!
E del segno d'amore qualcosa si sente... un dardo nel vento, una musica inebria l'anima. ...Stile molto dolce... complimenti
Un'introspezione che invia dardi che partono dall'anima per ciò che l'autore vede attorno non lo soddisfa. Vorrebbe trovare l'ipotetico Eldorado, ma ciò non è possibile e l'io ne soffre. Lirica apprezzata per contenuto e forma.
Nell'immenso e nella vastità il sentire. Poetica di spessore.
bella e profonda introspezione ...versi che come dardi arrivano al lettore ...scritta egregiamente emozionante e sentita
C'è sempre un ardore nelle poesie di Giovanni, una voglia di sconfinare dalle barriere sociali e, perché no, fisiche, una voglia di non "ristagnare" in abitudini che ci portano alla morte prematura. C'è quindi una capacità di guardare la vita per i suoi doni, per le sue tragiche bellezze, per il dono stesso che è la vita che troppo spesso l'uomo sembra dimenticare. Ottimo poetare che mi trova in sintonia.






