Fammi godere
Tra le lenzuola di spine
Io godo amareggiata
Con lacrime arroventate
Che ustionano il tuo corpo
Lasciando sfregi visibile alle tue amanti.
Con le mie lacrime ardenti
Io lascio su di te il mio marchio
Come su di una belva ribelle
Che non voglio farmi sfuggire.
Con quegli occhi dannati
Dentro il tuo letto mi distruggi l’anima
E mi bagni con la tua fatica
Dissetando le mie carni
Eccitate dal tuo respiro angustiato.
Prendimi.
Sono qui, sono tua e…
Ho solo voglia di soddisfare i tuoi desideri.
Non parlare. Fammi godere.
©
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Commenti (1)
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M
Matteo Uliana31 ottobre 2007
Estrema e viscerale. Esprime a meraviglia questo sentimento erotico profondo che pretende di possedere e di essere posseduta sfociando nel lesionismo e nell'autolesionismo.