Follia
Pasquale Farallo
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Scendeva la notte buia e arcigna
e una fitta nebbia avvolgeva tutto
perfino la coscienza
degli sconfitti e derelitti.
C’era molta gente per le strade
quella sera a Bologna
e in Piazza Grande tra la calca
vidi un cane con tre zampe
aggirarsi disperato
tra le gambe della gente
mentre la pioggia discendeva
fitta ed insistente
e bagnava tutto,
persino la mia mente
Anch’io barcollando
girovagavo senza meta
mentre sentivo nella testa
confusi suoni e inutili frastuoni.
La musica assordante
copriva le urla dei passanti
penetrando fino in fondo
nelle pieghe dell’inconscio...
Tutto sconvolgeva
sobbalzando sui fondali,
finché anch’io ne caddi preda
e più non ho il ricordo.
Era un sogno o follia?
Di certo non saprei dire
tutto quel che dopo accadde,
siccome anch’io
fui preda delle ambasce
e quando mi riebbi da quell’intoppo
più non seppi dove finiva il sogno
e dove invece cominciava la realtà
poiché tutto mi sembrava
dei miei sensi esser fallace
in quel momento di lucida follia...
E tutto questo accade
per un tarlo nella mente
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L'autore
Pasquale Farallo
La poesia mi incanta, mi affascina, mi esalta, mi accompagna, è lo specchio della mia anima, perchè mi fa sentire vivo. Essa è l'unico modo, a me più congeniale, che mi permette di esternare le mie sensazioni, le mie emozioni, anche le più profonde e recondite, rendendo possibile condividerle con gli altri. La poesia p
Commenti (1)
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D’Urso Marino11 giugno 2015
forse era il tarlo della coscienza per non aver non voluto ma potuto aiutare quel povero ...invalido a tre zampe!
