Pellegrina
Rosaria Catania
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Frammenti di fragilità
su tragitti ondulati.
Bagliori su una pagina vergata
un raggio di sole
assapora il ramo della luce.
Pelle...
anima...
corpo pellegrino.
Un arabesco fulmine,
spalanca quell'oblio che rode.
Son gocce d'acqua,
che sull'alata ciglia,
si perdono sul battito delle palpebre.
Annebbia la vista,
offuscata dal mascara,
che scivola giù.
Quella striscia nera,
segna una riga sul volto,
come la notte sul cuscino,
riposerà col suo profumo.
©
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L'autore
Rosaria Catania
Commenti (1)
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carla composto11 giugno 2015
lirica molto apprezzata per il suo verseggio delicato e per la descrizione della fragilità umana... il mio plauso

