L'esercito dei bambini bianchi
Hariseldom
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L'esercito dei bambini
era sulla collina dei conigli
tra trifogli e coleotteri
l'esercito dei bambini aspettava.
Il bambino color carbone
suonava la tromba
quello con gli occhi a mandorla
batteva su un tamburo.
L'esercito dei bambini bianchi
aveva camici candidi
profumati e stirati
dalle mamme di ogni continente.
Il generale con gli occhiali spessi
aiutò il bambino che guardava la luna
a bere dalla borraccia
mentre un cane saltellava abbaiando.
Il bambino con la gamba di ferro
dipinse una giostra sull'erba
e due ufficiali dalle teste pelate
vollero fare un giro sopra i cavalli.
Il sole era alto
nessun adulto nei paraggi
giù nella valle
le ciminiere delle fabbriche di armi
sputavano fumo sulle nuvole
e qualcuno dormiva sulla porta.
L'esercito dei bambini
assaltò la fabbrica della morte
che era ancora giorno
e divelse tutte le porte.
Un cannone per la fibrosi
uno per la sclerosi
cento proiettili per l'autismo
mille bombarde per la leucemia.
O che sconquasso che fecero
quelli dell'esercito bianco candido
con le divise dei loro ospedali
e l'ipocrisia di un pianista
di fede investito.
Poi
il bambino suonò di nuovo al tromba
e su quella fabbrica
scese il silenzio fuori ordinanza.
Nessuna bandiera venne issata
solo una mamma
mise il suo fazzoletto bagnato di pianto
su quell'asta arrugginita.
Mai
mai
nessun altro dovrà morire
senza combattere
la guerra contro la guerra.
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