Il vecchio pescatore

Sottili si porgono
al vento
chiome leziose e candide,
solchi sul volto brunito,
fiero lo sguardo
che posa.
Reti sapide piangono
tese tante tele di ragno
e mentre lesta la mano ripara,
gocciano lasciando un segno.
Guizza d'argento accanto,
ricco l'appena pescato
piega assai lieto il labbro
di mare e sole ebbro.
E mentre quel giorno langue
sguardo che mai riposa
torna all'onda che infrange
memore di vita spesa.
Bofonchia un tuono lontano,
rinforza il moto perpetuo
monta già bianca la cresta
e il vento una vela allasca.
Accorto annusa i dintorni,
già allampa violento al largo
presto sarà solo burrasca...
saggio affretta il ritorno!
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L'autore
Vivì
Cos’è una poesia se non un fiume di emozioni che sgorga dall’anima di chi la scrive e si riversa come una carezza nella mente di chi legge? Comporre versi su versi ispirati da un suono, il ticchettio della pioggia o il richiamo di un implume nel suo nido... il pianto o il sorriso di un bambino o quello di un perfetto
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