Quella rosa senza Dio

Commenti (11)
direi eccellente ogni verso ti prende ed arriva dritto al cuore... bravo l'autore nel rivisitare un testo non facile, un tema non facile... con un verseggio incisivo e molto bello un inchino a questa meraviglia
E’da precisare che Il film, con il consenso di Umberto Eco,è stato tratto dal suo romanzo liberamente e autonomamente, nei titoli di testa non è scritto"tratto dal romanzo di Umberto Eco"ma"tratto al palinsesto del Nome della Rosa di Umberto Eco".E cioè un manoscritto che conteneva un testo originale e che è stato grattato per scrivervi sopra un altro testo. Due testi diversi",con differenze rilevanti. Questo perché il romanzo era troppo complesso per essere raccontato in un film. Il De Marchi rivisita il personaggio femminile nel film, l’unico, che praticamente non pronuncia neppure una parola. Poesia la sua che fa riflettere, soprattutto quando si chiede”Che Santaè l’Inquisizione? Uccide ognisemplice morale... e poi condanna dentroal falso tribunale
Il film "In nome della rosa " è ambientato in un Monastero benedettino dell'Italia del nord dove vengono uccisi sette monaci. I delitti ruotano attorno alla biblioteca del monastero e sui quali indaga l'inquisitore Bernardo da Guy, che condanna al rogo due monaci e una donna, accusandogli degli omicidi senza prove .La donna viene condannata soprattutto per stregoneria, che la Chiesa non tollerava. Il poeta con slancio emotivo versifica uno dei periodi più oscuri della Chiesa che con l'Inquisizione si macchiò di sangue innocente. Dal componimento traspare un sentire etico cesellando con cura il periodo storico. Il mio elogio al poeta per la notevole stesura e forma.
Mamma mia sei un maestro di versi fatti con ardore ... di una storia cosi difficile ogni tuo verso entra come una lama dentro ...
Poesia che coglie un aspetto particolare all'interno di un romanzo molto complesso per l'ambientazione storica che vede lo scontro delle diverse anime della Chiesa e che sono presenti nel monastero ove si svolge la storia. Non a caso vi sono anche due dulciniani oltre gli altri ordini. La donna, senza un nome e senza parole, rappresenta quale era la visione della donna per la Chiesa di allora. Poesia in un genere che preferisco.
Da un grande libro, un sorprendente lavoro. Il poeta prende in prestito un personaggio per parlare delle condanne e punizioni perpetrate da un organo della chiesa, oscuro e violento come il periodo storico al centro della storia. Il poeta ci propone un lavoro complesso, affascinante e misterioso, indubbiamente di grande valore. Ottimo lo stile, la musicalità, la costruzione poetica e la profondità dei temi trattati. L'autore riesce nel suo arduo compito, confezionando un lavoro talmente ispirato da riportarci dentro la bellezza di un libro che si può definire un capolavoro. Non era facile e il rischio del confronto era alto, ma tutto suona immensamente bene e il piacere che nasce da questa poesia è grande. Tutti i miei sentiti complimenti.
IN NOME DELLA ROSA, il capolavoro letterario che tratta dell'oscura pagina della chiesa cattolica l'INQUISIZIONE, ha dato al nostro Poeta lo spunto per scrivere versi magistrali. È una pagina terribile della chiesa che si è macchiata di delitti orrendi: basta pensare a Giordano Bruno, Michele Serveto, le moltitudini di "streghe", tutti fatti entrare nell'inferno di roghi ardenti perché loro all'"inferno" non credevano più. Chiedere PERDONO non basta affatto (secondo il mio parere). Bisogna istituire anche per gli eretici bruciati vivi un "GIORNO DELLA MEMORIA" per non dimenticare, affinché il fanatismo religioso non abbia più il sopravvento
Capolavoro... questa poesia che rivisita un personaggio importante di un grande scrittore... riflessioni che arrivano dirette al cuore... Stupisce l'accuratezza con la quale si toccano temi che hanno sconvolto la storia umana... come l'inquisizione... e la figura femminile tanto bistrattata... nel vero e proprio dramma che erano le persecuzioni che la Chiesa ha intrapreso in modo barbaro e crudele.
una tematica pienamente reintrerpretata e con una voce e una forza bellissime...
Un luogo tetro senza Dio il cuore di quegli uomini che, consapevoli del potere fuorviante dell'amplesso amoroso con la donna, rifiutavano -e rifiutano- di raggiungere Dio attraverso il sesso. L'agape è amore universale ma l'eros è il completamento dell'esistenza... Versi di notevole impatto!
Una prova d'autore, dimostrazione di grande capacità espressiva e introspettiva di un personaggio fra i più intensi del film... Due ultime strofe davvero molto belle e vere ed una chiusa all'altezza del tutto











