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Amore 15 giugno 2015 · lettura 3 min · 1901 letture

Una lapide per il perduto amore

e
ex Lorenzo Crocetti 545 poesie pubblicate
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Invidioso io sono degli amori che vengono nei siti raccontati e che han sconvolto femminili cuori perché nel gran dolor son terminati. Quante croci vi sono al cimitero degli amori finiti nel cestino e che portano ancora a un pianto vero sul volere di un “tragico” destino. Anch'io dunque un amore vi racconto ch'ebbe fine ingloriosa come tanti, a narrarvelo sono quivi pronto ed a versarvi sopra amari pianti. Fu passione che mai nessuno ha avuto e non c'è chi ne vanti uno più bello, ma un tragico destino è intervenuto ed anch'esso è finito... nel tritello. Vidi un giorno una donna tanto bella che mi sconvolse l'anima talmente da rivoltarmi pure le budella che innamorar mi fece follemente. Io l'inseguivo col mio amore vano che non trovavo modo dichiararsi, la vidi un dì co' una gardenia in mano... era il momento quel di presentarsi. Chiederle la gardenia solo intesi ed io le dissi: “Amore, me la dai?" Ma i sorrisi che avevo tanto attesi per me si trasformarono in dei guai. Con quel chiederle “Amore, me la dai?” per dare un bel suggello alla passione, il nome di quel fiore tralasciai e lei fece una certa confusione. “Villan fottuto, come ti permetti importunare me che son signora, in una grande ira tu mi metti e tu vedrai come ti tratto ora." M'ha dato un 'sì potente sganascione che faccia a terra giù mi fe' cadere, urlando poi: “Sei proprio un mascalzone, ora ti prendo a calci nel sedere.” Mi son rialzato e son fuggito via perché quella avea gli occhi fiamma e fuoco, e mi son domandato come sia ch'essa mi abbia capito così poco. Poi son tornato in atto di coraggio incontro a lei, sicuro non sbagliare, l'ho investita degli occhi miei col raggio: "Il tuo bel fiore, amor, me lo vuoi dare?" Ancora lei quel dire mal comprese e capì altra “cosa” avessi chiesta, un'ira ancor più forte allor la prese... darmi a gambe levate sol mi resta. Così quel grande amore andò perduto perché sbagliai nel poetar tal nenia, ben diverso destino avrebbe avuto se avessi detto: “Dammi la gardenia!” Or quell'amore mio che fu straziato riposa nell'immenso camposanto di passioni travolte da un rio fato, delle poetesse ai loro amori accanto. Sulla lapide ho scritto ben disteso: “Qui giace un grande amor che fu distrutto perché quel mio parlar non fu compreso e lei fraintese tutto... proprio tutto!”
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L'autore
ex Lorenzo Crocetti

Sto solido in questo sito "come d'autunno sugli alberi le foglie". Ho scritto sotto vari nick, quali"lo strimpellatore" e altri, ma in realtà sono quel Lorenzo Crocetti per sette volte almeno cacciato dal sito per i suoi interventi, da spirito (forse troppo) libero, ma poi sempre riaccettato. E continuo a starci beata

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Commenti (1)

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rosanna gazzaniga6 settembre 2015

Una immensa capacità ironica in questa bella poesia che mi ha strappato un sorrisone! Approcci maldestri riescono a spegnere o peggio ad annullare ogni rapporto, per cui non resta che sotterrare ogni aspirazione.