Il cacciatore di fulmini

Steso tra i rami d'un pino
un tale tiene tesa la mano,
regge la Luna in un catino
stravaccato come un sultano
con il capo alzato e avvolto
da un turbante stellato
e lo sguardo acceso rivolto
verso il cielo sbrindellato
da saette che come vipere
guizzano dai plumbei camini,
e attizzano il tiepido aere:
è il cacciatore di fulmini.
Queste acri serpi arancioni
scivolano svelte dalle dita
paiono quasi degli aquiloni,
scorze d'arancia candita.
Spesso lo vedi che rincorre
i roventi ed elettrici nastri,
ma in battaglia soccorre
i caduti dalle file degli astri.
Si offre d'illuminare loro la via
che li conduce verso la tomba;
spera che con la sua energia
la folgore giammai soccomba.
Alla fine però ogni fulmine
intrappolato in una rete
giunge anch'egli al culmine,
una volta placata la sete
d'incendiare ogni cipresso
ogni abete, o stamberga
per poter vedere dappresso
dove il fuoco suo alberga.
Poiché il suo non sa dove sta
con la caparbietà dei bambini
ancora fruga nella catasta,
il cacciatore di fulmini.
©
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L'autore
Elizabeth Nightley
Eccomi. Sono una ragazza qualsiasi, nata un giorno qualsiasi (con molti nove), che trascorre una vita qualsiasi e tra questi qualsiasi-qualsiasi-qualsiasi senza fine, a volte spunta una poesia. Anche quella qualsiasi, certo, ma le poesie hanno un quel qualcosa in più che c'è e basta e nonostante cerchi di capire il pe
Commenti (1)
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Antonella Modaffari Bartoli19 giugno 2015
Poesia sognante e musicale, simbolica e insolita come il personaggio da favola che descrive chiamandolo "cacciatore di fulmini".
