Come in un duello

Ecco che si avvicina
con in mano l’arma assassina;
ci guardiamo come in un duello:
lui è assai sporco e non è affatto bello.
Cerco di ridurre il passo a zero,
ma lo spazio è poco per davvero;
cerco d’imbruttire allora l’ espressione
per inibire la sua mala intenzione.
Ma quello, niente, è sempre più vicino;
l’ultima difesa è alzare il finestrino
e gli occhi, per vedere se a distanza,
s’illumina il verde della speranza.
E invece è tutto fermo e rosso come il fuoco
e io mi sento in gabbia, perso dentro questo assurdo gioco;
non mi rimane che un timido no col dito
ma la sua arma ormai mi ha già investito.
E mi sembra quasi di sentire,
lo percepisco, non mi può mentire,
quello di dietro con il suo rilassamento,
la sua soddisfazione e il suo essere contento.
©
Tutti i diritti riservati. L’opera è protetta dalla Legge 22 aprile 1941 n. 633 sul diritto d’autore: è vietata la riproduzione, anche parziale, senza il consenso dell’autore.
Commenti (0)
Accedi per lasciare un commento.Accedi
Ancora nessun commento. Scrivi il primo!