È' un gorgo l'amore, un baratro felice
Cala il sipario, ma la recita continua:
ci manca il canovaccio, il copione
da seguire. Si recita a soggetto, si bara,
s'inventa giorno per giorno un'emozione,
s'intrecciano amori, si gioca e si spara.
E' lo scorrere della vita a tradirci:
è in questo alternarsi di venti contrari,
di flutti e maree, nel nostro sentirci
muti, traditi e storditi, nell'andare a fari
spenti incontro al nulla, che affoghiamo.
E' un gorgo l'amore, un baratro felice.
Che fremito è quel lanciarsi nel vuoto
senza difese, il mischiarsi d'anime scosse,
quel giocarsi la vita a dadi con l'ignoto,
quell'adornare le stanze di rose rosse.
E' quasi notte per la ragione ed il cuore:
lassù, forse, qualcuno ci ama, ma non ci è
dato saperlo. Qui e ora è il sordo rumore
dei cingolati, il vento impetuoso del fato,
a scavare trincee nell'anima, a toglierci il fiato.
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