Mi chiamo
Gabriele Della Cornia
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Venivamo da lontano
quando tra i banchi di scuola
ci rincontrammo, e mi chiamo
fu il primo verso che usammo.
Eravamo scapestrati
Ma felici e spensierati,
nelle nostre imprese
all’arrembaggio come
leggendari pirati.
Prendemmo treni
su rotaie parallele, ma
con un occhio l’uno all’altro
arrivando alla stessa fermata.
Sudammo carte
su raggi X e gamma,
con risate fino alle lacrime
finché il thè scottava ancora.
E adesso, mentre intorno
tutto cambia, Siamo Qui,
all’ascolto del silenzio
dell’uno e l’altro mi chiamo.
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