Poièsi
A volte, così docile, mi lascio cullare. Questo mutevole vento (che talvolta ritorna), mi trasporta, così lontano.
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E' un'ennesima variazione sul perché della nascita di una poesia. Ma la sua equilibrata ed armonica struttura in versi liberi (cosa difficile da ottenere) e l'uso ponderato di parole rare ("morganatica" e "poiesi", che magari ci stimolano a consultare il dizionario, ma non a tenerlo costantemente in mano, come invece accade per certe composizioni che si apparentano più - a mio modo di vedere - con un test linguistico che con un'opera d'arte) ce la fanno gustare particolarmente. E' proprio così: siamo compagni passeggeri del dio (o della dea) della poesia, e le nostre opere sono prodotti per metà divini e per metà umani.
La poiesis, l'agire spirituale secondo i Greci, in particolare Aristotele, che la dstingueva dalla prassi. Poiesis, da cui deriva etimologicamente la parola "poesia"... Effettivamente la poesia è come una sposa morganatica che ci appare estranea a noi stessi... E' la mano sinistra, la cosiddetta mano del cuore, che stende a volte a nostra insaputa, le nostre poesie più belle... come questa... Splendida, un volo in pochi versi alle origini della creatività e ai fondamenti dell'estetica.
Se è difficile definire cosa sia una poesia lo è altrettanto, se non di più, capire come essa nasca e da dove... In questi brevi eppure "perfetti" versi c'è l'affascinante magia del suo nascere ...ma permane... fortunatamente... il mistero


