Una ragazza perbene

Eccomi. Sono una ragazza qualsiasi, nata un giorno qualsiasi (con molti nove), che trascorre una vita qualsiasi e tra questi qualsiasi-qualsiasi-qualsiasi senza fine, a volte spunta una poesia. Anche quella qualsiasi, certo, ma le poesie hanno un quel qualcosa in più che c'è e basta e nonostante cerchi di capire il pe
Commenti (4)
Però. ...che carattere questa poesia... il seno e le moine devono essere prestate solo all'amore e non all'apparire... la zia se ne farà quella ragione... proprio quella che questa brava Autrice ci dimostra... spalancare la bocca per sorprendere la folla con le proprie convinzioni... e donare se stessi solo perché lo si sente nel profondo... E mai per convenienza. Bellissima poesia.
Una lirica che invita ad essere se stessi e credere nell'amore. I principi sacrosanti del sentimento non si possono plasmare a favore degli interessi, il cuore ha le sue esigenze ed è preferibile avere una esperienza dolorosa, ma sincera, anziché passare ad un amore di ghiaccio o ad un rapporto semplicemente a scopo finanziario, dove non si vive quell'atmosfera di intensità emotiva che solo l'amore più vero riesce a trasmettere. Una lirica pungente a favore dei valori più veri. Molto bella, piaciuta.
Uno scritto anacronistico, sembra riferito all'800 e mi ricorda molto Jo di "Piccole donne", ribelle alle regole maschiliste del suo tempo. Per le ragazze di quel tempo questa poesia sarebbe stata calzante, ma oggi, sorrido se penso a cosa le ragazzine arrivano a fare e a dire. Credo si sia invertita la tendenza ed anche in modo eccessivo e debordante.
Nella vita bisogna prima o poi decidere: Essere o apparire? Ovviamente le due cose non possono convivere in una stessa persona. Chi ha carattere e non ha paura di rischiare rimarrà sé stessa nel bene e nel male, perché non c'è niente di più vero nella vita che saper esprimere le proprie emozioni ed i propri dissensi a costo di mettersi contro quelli che per opportunismo si adeguano a situazioni che prima o poi mostreranno il loro volto ambiguo.


