Figlio prodigo
Roberto Pozzi
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Era quello che tormentava lo spirito,
dall’alto dei cieli rimanevo solo
in questo capitolo finale,
con l’infinità dei vivi rimpianti,
avevo ritrovato l’agognata pace.
Ripetere che il tempo è scaduto
non comprerebbe nessuna indulgenza,
il torto di un ridicolo padre di famiglia
rimarrebbe impresso nell’anima,
nei già spenti occhi da bambino
che avevo visto l’avversità della vita
involontariamente da me causata.
Dopo l’ultima chiamata al capezzale,
recuperare in un certo presente
in un futuro che mai sarà,
non porterà a nulla di edificante,
serve camminare sulla destinata via
disperdendo quella triste favola
nel vento di un aureo tramonto.
Ormai per me è davvero tardi
per dichiarare l’affetto a un figlio prodigo,
Dio mi ha comunque perdonato
per aver rinnegato il mio stesso sangue,
liberandomi dalla paura di amare
nel suo celestiale paradiso!
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Roberto Pozzi
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