Sonetto a un cantore della disperazione
Scrivi sempre di crisi esistenziali
con poesie di perfetta impostazione
e penetri i dolori con le ali
di liriche che son disperazione.
T'ho ammirato e sofferto per i mali
che nell'anima porti con passione
e che nessuno certo ci ha d'eguali
sentendo in me possente compassione.
Per lenire un pochino i tuoi dolori
t'ho invitato a mangiare in trattoria...
e del soffrire tuo sentito ho i cori!
Con tutti i piatti che tu hai fatto fuori
una cosa ora dirtela mi vale:
evviva il tuo gran pianto universale!
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L'autore
ex Lorenzo Crocetti
Sto solido in questo sito "come d'autunno sugli alberi le foglie". Ho scritto sotto vari nick, quali"lo strimpellatore" e altri, ma in realtà sono quel Lorenzo Crocetti per sette volte almeno cacciato dal sito per i suoi interventi, da spirito (forse troppo) libero, ma poi sempre riaccettato. E continuo a starci beata
Commenti (1)
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Berta Biagini25 giugno 2015
Molti potrebbero specchiarsi in questi versi – purtroppo la vita non regala proprio niente – fino da quando veniamo al mondo siamo costretti ad arrabattarci (ne va della vita) e quel ritrovarsi in trattoria, solo un grande sfogo per dimenticare, magari con una serie di gottini che non fanno mai male.
