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Riflessioni 26 giugno 2015 · lettura 1 min · 4846 letture

Parlava ai suoi fiori

Cristiano De Marchi 282 poesie pubblicate
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Carlotta è una bimba che sta sempre sola bianco è il suo viso come candida neve, capelli dorati colore del campo gemelli all’estate sul finire d’agosto. D’azzurro d'empireo son grandi i suoi occhi che parlan da soli d'insonne notti trascorse a sognare le onde del mare solitarie immagini dei libri di scuola. Sfiorano il vento le dolci parole sussurrate ai suoi fiori dell’antico poggiolo, canta solista tra mille colori indelebili petali d’infiniti amori. Esile e fragile è il suo lineamento simil allo stelo di una rosa di maggio, timida amica priva di spine nell’ultima alba di mille mattine. Si sa che il cielo si copre di nubi che portano ansiose un gran temporale, Carlotta partì una notte d’autunno nell’ultimo volo in solitario dolore. Triste è la terra madre del canto, più non sente parole d’un piccolo amore, da allora i suoi fiori rimasero chiusi come flebile vita che non poté più sbocciare.
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Nome di fantasia. Simbiosi con la natura. Carlotta parlava ai suoi fiori e loro sbocciavano con lei … fino alla prematura fine. (Foto da web Lisboantigua – Bambina con treccia dipinta - olio su tela 2007)

L'autore
Cristiano De Marchi
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Commenti (13)

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Pagu26 giugno 2015

Delicato, tenero, emozionante il nuovo lavoro di un poeta che ammiro molto per la sua grande capacità di scrivere con il cuore per arrivare al centro di noi. In questa nuova opera l'autore ci propone un piccolo universo, uno stato di solitudine, di bisogno d'affetto e la natura risponde alla protagonista con tutta la sua bellezza e con dolore quando il mondo si vedrà privato del candore di questa bimba. Lo stile di Cristiano è sempre armonioso, immenso... i suoi versi vengono raccolti dalla nostra anima e resteranno lì per sempre. Un altro capitolo poetico di grande pregio e d'infinita soavità.

zani carlo26 giugno 2015

Poesia dove il dramma per la prematura scomparsa di una bambina lascia l'amaro nel cuore... Decritti con tanta tenerezza i comportamenti e la sua esile figura in modo rispettoso e delicato tanto da sembrare di esser quasi presenti... il bravo Autore porta alla luce questa vicenda che accomuna purtroppo troppi bambini che nel mondo ancora oggi non riescono a realizzare i loro sogni.

Umberto De Vita26 giugno 2015

Dopo aver letto questa bella poesia, mi sono emozionato. Quando ci sono bambini che soffrono o comunque che hanno problemi affettivi, è un tormento per tutti. Un testo poeticamente interessante seppure malinconico.

carla composto26 giugno 2015

emozionante e commovente lirica ... versi dolcissimi delicati e sentiti una carezza sull'anima... il mio plauso

Anna Di Principe26 giugno 2015

E' il dramma vissuto da una bambina, che colpisce il cuore ed emoziona per la sua scomparsa prematura. E' la complessità della vita, che ci sottopone sempre a vivere con delle sottrazioni, che mai si accetteranno. Versi che fanno trasalire per la triste vicenda umana... turba e sconvolge. Notevole il testo del Nostro poeta, che sempre ci emoziona. Il mio elogio!

Una struggente e tenera poesia che tratta un tema molto doloroso con candore e dolcezza, una grande capacità di esporre argomenti forti, sempre con notevole empatia e profondità d'animo.

Daniela Zarriello26 giugno 2015

Bravo il poeta a suscitare emozioni e liberare in metafore la struggente realtà di una piccola vita spezzata nel momento in cui le aspettative riguardo alle fantasie e ai sogni immaginati sono più grandi e forti. Il dolore ci accomuna in questa vita. Resta il profumo di un'anima pura ed innocente. Ottimo, come sempre, il lavoro di Cristiano nella forma e nel contenuto.

Antonella Garzonio27 giugno 2015

Un testo che colpisce nel profondo, narri la scomparsa prematura di questa esile bimba che viveva in solitudine sognando di essere amata. Timida rosa di maggio, fragile stelo spezzato prima di sbocciare. Incanti e commuovi, complimenti.

M
Mariasilvia27 giugno 2015

L'intensità delle parole turbano l'animo, si muovono dolci e nervose tra le dita, paralizzano il cuore, escono dalla pietra e volano in una nuvola d'oro con il coro degli angeli. Mi ha ricordato il libro: Il giardino dei Finzi- Contini dove si bevono sogni, attese e delusioni nei ricordi d'infanzia. Estasiata dalla bravura dell'Autore Un testo sublime.

Rosetta Sacchi27 giugno 2015

C’è musica, armonia, eleganza, stile, come sempre nei versi del De Marchi. Ma c’è una storia dalla fine tragica, narrata con dolcezza, candore, chiarezza, sensibilità; quella sensibilità che contraddistingue l’animo di un poeta e lo rende straordinario ai miei occhi. E’ per questo che riesco a toccare concretamente quelle immagini di fragilità, solitudine e tristezza che accomunano la bambina e la natura. “Si sa che il cielo si copre di nubi/che portano ansiose un gran temporale”, dice il poeta. E da questi versi traspare un senso di impotenza che nulla può “nell’ultimo volo in un solitario dolore”

Selene Rossi28 giugno 2015

Delicata e dolcissima Poesia che narra di una bimba sola, triste, fragile, che parla ai fiori e questi sbocciano. Ma c'è il dramma, arrivano nubi... che portano ansia ... temporale... la bimba che muore prematuramente, il tutto scritto con versi delicati e commoventi che entrano nel cuore e commuovono. Anche i fiori non sbocciano più... Metafora della vita, in cui tanti bambini soffrono, hanno bisogno d'essere amati per sbocciare. Complimenti al Poeta.

D
D’Urso Marino29 giugno 2015

poesia bella e profumata come i fiori a cui Carlotta parlava finché la falce della morte in un sol colpo ha reciso quelle giovani vite!

Giuseppe Gallo13 dicembre 2015

Ogni verso di questa poesia arriva al cuore e lascia un'impronta come le scarpe sulla neve. La dolcezza dei primi versi si tramuta in malinconia sulla chiusa, comunque l'opera incanta e commuove. Ottimo lavoro.