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Riflessioni 26 giugno 2015 · lettura 1 min · 4538 letture

Margini

Rita Stanzione 1948 poesie pubblicate
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Ti sento fiume e arretro piano sul filo tirato della riva con la fantasia lavo papiri di tempo immobile e appagato Ha margini ispessiti il giallo resina del non c’è più dove scorro il passato, apro luci in qualche crepa di accoglienza
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L'autore
Rita Stanzione

Scrivo perché il tempo e lo spazio possano dilatarsi, contenere la libertà d'essere.

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Commenti (3)

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carla composto26 giugno 2015

ricercare nel passato crepe d'accogòienza... cercare di vedere la luce dove la mente ricorda solo buio... autrice di rilievo che stimo ed apprezzo molto...

Antonio Biancolillo26 giugno 2015

Che dire di cotanta bellezza espressiva... un insieme di immagini... come giuste metafore... arrivano poeticamente valide ... stupenda quella "apro luci in qualche crepa di accoglienza"... dove accendere sempre quello spiraglio giusto da seguire nel percorso dei giorni... Molto apprezzata...

nemesiel30 giugno 2015

Le prime due strofe narrano di realtà e fantasia... e trovano la loro spiegazione nell'ultima strofa dove, pur essendo netta la consapevolezza di quello che non c'è più, la volontà e la speranza aprono una luce sul domani