La fine del viaggio
elena rapisa
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Melanconici pensieri s'insinuano,
una gronda senza nidi,
rispecchia un cielo opaco,
lento lo scorrere dell'ore.
Ha balenii diamantati la pioggia
e un impietoso vento
le impone rotte sbieche.
Piatto e livido è il mare,
una interminabile strada pare
che non conosce arrivo
Il capo reclinato, lo sguardo assente
sta l'uomo stanco di contese.
Lei gli accarezza le mani
le tien strette in grembo,
lo fissa senza parole.
Ogni suo gesto ha cadenze d'amore.
Mai lo ha amato più intensamente,
così dolorosamente come ora
che sta congedandosi.
©
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L'autore
elena rapisa
Sono una bilancia sbilanciata eternamente in conflitto fra razionalità e sentimento: il più delle volte prevale quest'ultimo. Mi abbandono sovente al sogno e mi rintano nella solitudine per meglio scandagliare il mio io segreto e riassaporare ogni attimo di gioia vissuta. Credo fermamente che amare sia sinonimo di do
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Patrizia Ensoli1 luglio 2015
Versi e metafore che dipingono nell'evolversi delle immagini la funzione primaria della poesia: esprimere con note emozionali intense un inciso di vita. Autentico dolore, espresso con straordinaria eleganza nei passi dell'amore e grande capacità di comunicazione.

