Sonetto quasi caudato...
Mi chiede un giovanissimo mio amico
un consiglio su come aver successo
a scrivere poesie, ed io gli dico:
“Devi portarti proprio sempre appresso
un pensiero di morte, nuovo o antico,
puoi fare la metafora del cesso
o intrufolarti nell'oscuro vico
di piangere la vita in suo processo.
Se desideri d'essere apprezzato
canta un amore che ti squassa il cuore
ma che sia proprio in tutto disperato
e alti gemiti emetta di dolore.
Ben accolto sarà l'elaborato
e tu sarai compreso in grande onore.”
Finale caudato.
Mi risponde all'istante quel fanciullo:
“Io certe cose in testa non le frullo”.
Ed io, che gran poeta mi professo
gli dico tosto: “Scrivile lo stesso!”
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L'autore
ex Lorenzo Crocetti
Sto solido in questo sito "come d'autunno sugli alberi le foglie". Ho scritto sotto vari nick, quali"lo strimpellatore" e altri, ma in realtà sono quel Lorenzo Crocetti per sette volte almeno cacciato dal sito per i suoi interventi, da spirito (forse troppo) libero, ma poi sempre riaccettato. E continuo a starci beata
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