Labbra uccise

Uccisa in giovinezza
dalla persa libertà,
la sorte acquista inganni
al mercato del bestiame.
Cado nell’indifferenza dei ruoli
come tante comparse
in catarsi teatrale
allevate da nutrici
condannate a morte.
Alcune volte mi salvo
confusa nella nebbia
della compassione.
Uccido l’ovvio e l’uniformità
come polli al mattatoio
di decadenti misteri,
dottrine dell’anima.
Recito un mantra
persa nell'ingenuo sentimento del dubbio
esile nel salvarsi.
Eppure sono viva
mentre ti bacio e ti uccido
nel medesimo tempo
in cui atomo e gelo
abitano le nostre infinite labbra.
©
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V
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L'autore
Violeta C
La poesia è un’intima amica alla quale confidare ed affidare la mia anima. Vivo a L’Aquila dal 1994. Ho 2 figli adolescenti e lavoro come insegnante di sostegno. La passione per la poesia si è rivelata in seguito ad un tragico evento accaduto alcuni anni fa a L’Aquila: il terremoto dell’Aprile 2009. Ho iniziato a scr
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