I senza futuro

Già da piccolo mostra una tendenza ad amare gli spazi liberi e il verde, dove spesso si rifugia in contemplazione. Crescendo, cresce anche la sua sensibilità verso l’ambiente paesaggistico, che è sempre più afflitto dalle nefandezze umane e verso le grandezze universali, tanto da sentirsi portato a dialogare con la na
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Poveri esseri indifesi che incontrano loro fratelli che li ghermiscono, li derubano, li uccidono già sulla loro terra. Passano l'inferno da uno stato all'altro che è sabbia arroventata intrisa di sangue. Sono disorientati, vagano, si spostano da un posto all'altro, alla fine se riescono ad attraversare il mare, sono fortunati d'averla scampata. Ma il loro domani è nebbia, fumo senza speranza di schiarita di rifarsi una nuova vita che sia degna di questo nome, vivono in un limbo che abbisogna sempre di carità e di cui vanno in cerca ogni loro giorno. Una bellissima stesura che ho molto apprezzato per le veritiere immagini ed altrettante metafore che contiene. Il mio plauso a quest'opera.
In questa lirica le immagini si susseguono mettendo fortemente in risalto le tragedie umane che versano nel mondo. Il destino dell’uomo diventa un cammino tra cruenti violenze e l’indifferenza… un meritato plauso all'autore!


