Poeta triste
Rosaria Catania
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Si dissolvono le ansie,
venti di poesie,
suonano l’ultima musica.
La notte non vuol finire,
tremula la mano stanca,
ad aspettar la rima.
Son rumorosi i ricordi,
frettolosi si spengono,
alle prime luci dell’alba.
Mio poeta notturno,
stanco ed assonnato,
il corpo curvo,
scruta lontano,
le sue colline bianche,
dove riposa il suo cuore.
Va oltre la sua follia,
la disperazione regna in se.
Ha scritto il tuo nome,
nel suo lungo cammino del tempo,
preparando caffè nei paradisi servito.
Assaporava labbra,
dopo aver fatto l’amore,
in un mare infinito si era tuffato.
Chi dormiva al suo fianco,
ne amava ogni suo respiro,
nei silenzi dei suoi sguardi,
sentiva la vita.
Un dono regalerà al mondo,
dall’inizio della storia,
il peso degli anni,
non cambierà nulla.
Su per la strada,
del suo amore,
sarà con te,
per illuminarti il dolore
della sua perdita.
Ritrovandola sulle parole scritte
©
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Rosaria Catania
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