Al suo sedicesimo compier d'età

Vibrano intorno a una sfera opalescente
come colma di foschia boschiva, gl'arti
scarnificati e cadaverici della veggente;
come aghi d'ossa che fanno da sarti
nel cucir un'ombrosa veste alla sorte
d'una fanciulla che s'un abile destriero
cavalca leggiadra verso la sua morte
tranciando come lama l'oscuro sentiero
che porta al castello le quali scale
il suo strascico carezza come serpe
per congiungerla al Signore del male
con l'ammaliante suon delle sue arpe.
Al suo sedicesimo compier d'età
all'ora del ballo del solstizio d'inverno
questa atroce profezia s'avvererà
ed ella giungerà all'ostello paterno.
Lì danzerà tra le grinfie del padre
e dopo aver bevuto al calice stregato
ecco che verranno le Moire ladre
e compiranno il disegno del fato.
L'unico antidoto per spezzar il sortilegio
è che distrugga della perfidia la gabbia
del suo creatore, ma senza indugio
e senza ch'ella il suo compito sappia.
Dev'esser come lo sbocciar nella neve
d'un germoglio che orfano di luce
s'innalza e dal sole infuocato beve
il raggio che ogni strappo ricuce
così quando il calore fiorirà dalla pietra
essa verrà tramutata in cuore d'oro
e ogni efferata freccia nella faretra
diverrà vittoriosa corona d'alloro.
©
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L'autore
Elizabeth Nightley
Eccomi. Sono una ragazza qualsiasi, nata un giorno qualsiasi (con molti nove), che trascorre una vita qualsiasi e tra questi qualsiasi-qualsiasi-qualsiasi senza fine, a volte spunta una poesia. Anche quella qualsiasi, certo, ma le poesie hanno un quel qualcosa in più che c'è e basta e nonostante cerchi di capire il pe
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