Senza Titolo
Scivola nell'aria lenta la foglia
perso il colore della stagione,
resta il giallo troppo precoce,
l’accompagna triste una tromba.
Ricordi lontani di Nini Rosso,
il mio cane non lascia l’aiuola,
piangono lacrime le piante nella notte
d’un agosto col meteo confuso.
Mi lanciava noccioli di ciliegia,
invito d’amore dall'ultimo piano,
sono ricordi di un altro tempo,
era la Gemma che non ho colto.
Dalla finestra della casa popolare,
dove stavano i figli degli operai,
la tapparella è abbassata, s’ascoltano
le note della TV di Al Jazira.
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Commenti (1)
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Antonio Terracciano27 luglio 2015
Visitai per qualche giorno Piacenza nell'agosto del 1980, e credo di cogliere il senso di questa poesia sociale, in cui il poeta, con piacevoli quartine metricamente leggermente variate, pone a confronto la sua città di ieri con quella di oggi. La foglia che cade dall'albero sembra rappresentare per il poeta quasi la morte della città com'era per lui una volta (nell'aria si diffondevano le note della tromba dell'allora famoso Nini Rosso, e c'era l'immancabile ragazzina della quale ci si accorgeva poco e che cercava di richiamare l'attenzione) e la sua trasformazione attuale (sono gli arabi, e non più i meridionali, ad occupare le modeste case abbandonate dai locali) .