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Introspezione 30 luglio 2015 · lettura 1 min · 1595 letture

La Madam peccatrice

Rosaria Catania 568 poesie pubblicate
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Sospirava quel morbido rossetto, su quelle labbra infreddolite. Faran ombra l'ombrello verde ed il mascara sciupato, sulle lunghe ciglia finte. Abbrancava la sera, nel crepuscolo, fra rottami e spazzatura, su stivali col tacchetto mozzato. Non un uomo che le vuol bene, bestemmie canzoni con aurore buie, di sconosciuti esseri senza volto. Labbra incollate, di whisky e sigarette notti profane gelide e fredde. Questo sarà l'angelo del piacere, su carovane se ne va a consolar diavoli, di marchesine santarelline, di flosci amor finti e finiti. Dall'età lasciva, non negava la nefasta corona, quell'anima mesta, di peccatrici, di donne latte e miele. Lapidar la forbice, dal corpo di condanna, sul petto e gambe in vendita, dai mille perché l'han fatto. Nei camposanti ne son pieni, delle bellezze di strada, regalavan sfingi a cuori infelici. Non un aratro ne stermina tanto, nell'ansia della sete del costei, che appagava della sua schiavitù, nel denaro.
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Sono rottami su bestemmie di un tacchetto mozzato una maschera ben studiata e labbra infreddolite un angelo del piacere in un aratro va a zappar il terreno non suo schiavitù nel regalare il corpo al piacere di uomini che chiedono un po’ d’amore pagato3 maggio 2018
L'autore
Rosaria Catania
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