Dubbio
Rita Stanzione
1949 poesie pubblicate
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Domando come
questa memoria perde il segno
e l'acqua si ritira mentre imprimo
sul bagnasciuga le mie sponde
come: il volto è vago
da non poter descrivere
caduto dalla pelle, muta e squama
lì a terra
la volta che possedeva lo sfoggio della festa
era raggiera e ruota -viaggi dentro-
più dell'orma
e l'onda non screpolava la fibra che a poco a poco
qui sconfina: nel suo dubbio
ed io sorvolo, da occhi chiusi
in non contemplazione
©
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L'autore
Rita Stanzione
Scrivo perché il tempo e lo spazio possano dilatarsi, contenere la libertà d'essere.
Commenti (2)
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carla composto31 luglio 2015
forte metafora del trasformarsi della vita dell'esistenza... opera di gran pregio ammiro questa brava poetessa il mio elogio
Grazia Denaro31 luglio 2015
Il cambiamento di vita nello scorrere dell'esistenza dove la mente non è più la stessa. Importanti metafore che impreziosiscono questa magnifica lirica. Apprezzata!


