Rivisitazioni

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Struggenti e penetranti versi di dolore antico che abita purtroppo all'infinito nel cuore che resta sempre bambino e chiede amore, tenerezza, approvazione, accettazione, ciò che era non suo diritto ma necessità, nutrimento dell'anima, dell'immagine di sé e dell'autostima su cui costruire un futuro adulto capace a sua volta di dare tutto questo. I vuoti d'amore e intimità nell'infanzia sono buchi neri che inglobano tutto ciò che incontrano. Ma si può spezzare il cerchio perverso con la nostra forza interiore rafforzando la nostra positività e dimostrandoci indulgenti verso noi stessi perché si può sbagliare anche con amore ma per cambiare bisogna accettare e perdonare i nostri limiti. Splendida opera!
Spesso, troppo spesso, un genitore agli occhi del figlio sembra privo di amore, incapace di entrare nell'anima della carne della propria carne, eppure altrettanto spesso sono quelle ferite mai guarite a condizionare i comportamenti, forse come in una staffetta questi rancori passano di mano tra genitori e figli fino a che come per incanto si riesce a spezzare questa crudele catena, si riesce ad essere più indulgenti verso se stessi e verso chi sembra non averci amato, forse anche quella persona aveva cicatrici non rimarginate. Una lirica dura, sofferta e amara, ma nella dedica forse, finalmente, un anello si è spezzato.
Il dolore profondo si tocca in ogni verso di questa immensa lirica che l'autrice ha inserito nelle riflessioni. Poesia che raccontandosi come un gomitolo di lana che ha un capo d' inizio ed un capo di fine, é a mio umile parere, un'opera coraggiosa d' introspezione e conseguentemente di vita laddove l'umanità e la sofferenza come gocce a formare stalattiti, colpiscono il lettore, parola dopo parola, verso dopo verso. Opera di notevole e commovente spessore.
Dolorosa ma incantevole, amara ma dolcissima, struggente in ogni caso ... Meravigliosa




