Ti ho amato sino al bordo del vulcano
Hariseldom
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Ti ho amato nei giorni di pioggia
con gli occhi che colavano sangue
e la bocca che perdeva i miei denti
uno dopo l'altro
sino divenire caverna
di un tossico mangiatore di fuoco.
Ti ho amato nei giorni di sole
con le mani intrecciate
in un respiro che si faceva rauco di piacere
e tu che gridavi il mio nome
prima dell'ultimo momento
mentre il mare scivolava
tra le tue ascelle
e il seno.
Ti ho amato sul bordo del vulcano
mentre fichi d'india ci guardavano
e i figli correvano lontano
dove i nostri sguardi non potevano più seguirli.
E di quell'amore
ora conservo un fiore
dentro una pagina dove Tolstoj
parla di Sebastopoli
ma ora si avvicina la signora del ghiaccio
e io non ho lava
ma solo saliva che cola
mentre l'alzheimer mi copre la pancia
e io non so nemmeno il mio nome
amore.
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Commenti (1)
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Claretta Frau8 agosto 2015
Ho provato un brivido nella lettura di questa poesia, una commozione sincera per un amore che ha dato tutto di se alla compagna di vita e conserva inalterato il ricordo nel profondo, un profondo che non per volontà sente scivolare via e a cui si aggrappa.

