Fugaci transiti

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Leggendo questa lirica mi torna alla mente il famoso quadro "l'urlo" di Munch, dove la figura umana viene quasi spogliata della consistenza scheletrica, dove la falsità e l'indifferenza degli esseri sembra scivolare nel moto ondoso delle correnti e dei venti, dove l'anonimato sembra garantire la felicità e per contro l'identità il rischio di essere coinvolti nel dramma di chi ci circonda, una spirale che l'autrice sembra voler spezzare etichettando quei "fugaci transiti", chiamandoli e contringendoli a fermarsi, per sentirsi viva e parte attiva di un paesaggio finalmente umano. Ho voluto così interpretare una esternazione comunque intima e sincera che ho molto apprezzata.
Intimistica poesia dalla quale scaturisce una grande sensibilità che si scontra con l'edonismo di questo mondo... immondo in cui spesso ci si sente un di più . La normalità spesso viene additata. Bellissima poesia.
Questa stupenda poesia parla al lettore come se fosse davanti a se. Ogni suo verso, racconta un racconto che supera le parole. L' ultima strofa é struggente per la suggestione che trasmette a chi legge e l'anima che senti presente. Riflessione profonda e di spessore.
Una persona Anna di non comune profondità e bellezza interiore che dimostra una acuta capacità d'analisi dei sentimenti e dell'emozioni scaturite dal vivere in questa società fatta di molta superficialità e banalità sia nei rapporti umani che nei valori di vita. È vero che senza gli altri siamo ben poca cosa, essi sono lo specchio che ci rimanda la nostra immagine e, non vederci riflessi, essere ignorati è la più grande crudeltà che ci possa essere fatta. Poesia scritta con una maestria e capacità tale da coinvolgere nella sofferenza interiore così ammirevolmente esposta anche il lettore. Il mio plauso!




