La tempesta della quiete
Giorgio Lavino
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Sguardi neri dell’anima
ben protetti dentro
uragani di silenzi.
La vera carta d’identità dell’odio
che mostra una finta pace.
Non c’è stupore.
Tutto sembra pacato.
Ma il frastuono dell’oceano
dei rancori è ancora lontano
per squarciare le ore zittite.
Passi trascinati da catene di fuoco
non danno nessuna minaccia.
Non si vede e non si sente niente.
Dentro la tempesta della quiete.
©
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L'autore
Giorgio Lavino
Credo che la mia voglia di scrivere più che un’esigenza intellettuale sia un bisogno fisico. Che nasce dalla consapevolezza di costruire un canale di comunicazione. La conversione di quello che mi passa per la mente in versi è un esercizio fisico più che della ragione. E’ dire nel lessico della narrazione poeti
Commenti (1)
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Giorgia Spurio16 agosto 2015
"Non c'è stupore. Tutto sembra pacato. Ma il frastuono dell'oceano dei rancori è ancora lontano per squarciare le ore zittite" "Non si vede e non si sente niente. Dentro la tempesta della quiete." Bella!

