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Riflessioni 12 agosto 2015 · lettura 2 min · 1345 letture

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Carmelo Di Stefano 23 poesie pubblicate
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Come fiumi che sfuggono ai monti vaghiamo le impronte già spese, verso i cieli di altri orizzonti. Ingrati del grembo che schiuse le soglie alla vita, e di braccia che diedero amore. E distese raccolgono ancora la traccia del piede e l’azzurro dei volti inventati. E distante è la spiaggia dei sogni e dei mille risvolti. Da spruzzi d’argento e risate son gli animi spesso sepolti. Poi il vuoto si apre e cascate sconvolgono il quieto cammino. A valle, ché ormai rassegnate d’eventi che impone il destino, proseguono l’acque e l’ardore è un fioco respiro, è il declino che piega le ali. E il chiarore dell’alba dei monti è del tempo un ricordo perduto. E l’amore... Poi il mare, l’assurdo e quel vento che infrange le onde. La morte. O è solo un istante, un momento, l’inizio alla fine? E se porte s’apranno a un sole che aggiorna? E’ del fiume l’identica sorte: or nasce, poi muore, e trasforma quel sole le acque nei canti. S’invola nel cielo, poi torna...
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Carmelo Di Stefano
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