Dietro la porta
Carmelo Di Stefano
23 poesie pubblicate
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Tu apri e tu chiudi...
E illudi perfino i silenzi.
L’attesa ha i suoi tempi.
Sei grande, t’inventi
e non perdi occasione
di correre lungo torrenti
ora folli e impetuosi,
ora aride sponde.
Nasconde la vista
il guardare lontano...
Tu nascondi la mano.
E fai finta di niente.
La brezza è l’ebbrezza
che scompiglia le fronde:
come tu ti nascondi;
come inventi improvvise passioni;
come poi ti disponi;
come sposti lo sguardo al divano;
come guardi lontano...
E io dietro la porta...
Che importa sapere
che cedi di schianto?
Gestisci l’impianto,
vacilla la tua sicurezza.
Sei forte, t’arrendi
e pretendi che possa capire,
ma ognuno ha i suoi tempi.
Deponi le armi,
poi fingi indulgenza.
Leggera cavalchi le onde.
Nascondi i tuoi falsi pudori.
Sei bella, ti adori
e t’inerpichi sopra gli scogli.
Raccogli adesioni.
Sei dolce, t’imponi
e poi ti ritrai.
Dietro un dito il silenzio.
Vacilla l’impianto,
ostenti la tua sicurezza,
ma il tempo ha i suoi tempi.
Ora chiudi, ora apri,
due o tre posizioni,
e non senti ragioni.
E corri verso di te.
Io ti aspetto qui all’ultimo piano,
ma tu guardi lontano...
mentre io sempre qui.
Ad aspettare...
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L'autore
Carmelo Di Stefano
Commenti (1)
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s
stello cutroneo17 agosto 2015
Molto bella e malinconica, quasi disperata. Ma quell'attendere finale significa voglia di combattere nonostante tutto. Non perdere mai la speranza. Complimenti.
