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Introspezione 14 agosto 2015 · lettura 2 min · 1390 letture

Dietro la porta

Carmelo Di Stefano 23 poesie pubblicate
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Tu apri e tu chiudi... E illudi perfino i silenzi. L’attesa ha i suoi tempi. Sei grande, t’inventi e non perdi occasione di correre lungo torrenti ora folli e impetuosi, ora aride sponde. Nasconde la vista il guardare lontano... Tu nascondi la mano. E fai finta di niente. La brezza è l’ebbrezza che scompiglia le fronde: come tu ti nascondi; come inventi improvvise passioni; come poi ti disponi; come sposti lo sguardo al divano; come guardi lontano... E io dietro la porta... Che importa sapere che cedi di schianto? Gestisci l’impianto, vacilla la tua sicurezza. Sei forte, t’arrendi e pretendi che possa capire, ma ognuno ha i suoi tempi. Deponi le armi, poi fingi indulgenza. Leggera cavalchi le onde. Nascondi i tuoi falsi pudori. Sei bella, ti adori e t’inerpichi sopra gli scogli. Raccogli adesioni. Sei dolce, t’imponi e poi ti ritrai. Dietro un dito il silenzio. Vacilla l’impianto, ostenti la tua sicurezza, ma il tempo ha i suoi tempi. Ora chiudi, ora apri, due o tre posizioni, e non senti ragioni. E corri verso di te. Io ti aspetto qui all’ultimo piano, ma tu guardi lontano... mentre io sempre qui. Ad aspettare...
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Commenti (1)

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s
stello cutroneo17 agosto 2015

Molto bella e malinconica, quasi disperata. Ma quell'attendere finale significa voglia di combattere nonostante tutto. Non perdere mai la speranza. Complimenti.