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Impressioni 21 agosto 2015 · lettura 2 min · 927 letture

Iphone

e
ex Lorenzo Crocetti 545 poesie pubblicate
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Andato a pranzo in noto ristorante frequentato da gente di gran classe, un luogo raffinato ed elegante non certo per le tasche delle masse, nel godermi il buon pasto ero contento quando un signore mi s'è avvicinato e con gesto severo e truculento in modo assai villano m'ha trattato: "Non si vergogna?" e contro mi si scaglia, "sedere in luogo tanto rinomato senza porre l'iphone sulla tovaglia ed avere ogni tanto messaggiato? Lei non conosce alcuna educazione, non posando sul tavolo l'iphone mostra ben riprovevole un'azione e fa vedere d'essere un cafone!". Ho guardato all'intorno, ed i clienti erano tutti proprio tutti, è esatto, ad inviar tanti messaggi intenti ed io solo guardavo nel mio piatto. Pieno di gran vergogna e rosso in volto dal tavolo mi sono allora alzato e uscito sull'istante, ben sconvolto per essere così maleducato. Siccome non capisco quell'aggeggio quest'altra volta ne avrò uno fatto a imitazione, falso e forse peggio, sul tavolo lo metto accanto al piatto. E poiché per davvero sono saggio ogni tanto abbandono la forchetta e ticchetto e fo credere a un messaggio, e penseranno tutti: "Che etichetta!".
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L'iphone è diventato davvero una mania, e tutti sentono l'obbligo di mostrarlo e adoperarlo in qualsiasi luogo!

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L'autore
ex Lorenzo Crocetti

Sto solido in questo sito "come d'autunno sugli alberi le foglie". Ho scritto sotto vari nick, quali"lo strimpellatore" e altri, ma in realtà sono quel Lorenzo Crocetti per sette volte almeno cacciato dal sito per i suoi interventi, da spirito (forse troppo) libero, ma poi sempre riaccettato. E continuo a starci beata

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Commenti (1)

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Berta Biagini21 agosto 2015

Non ho potuto fare a meno di sorridere – verità sacrosanta alla quale nessuno vuole rinunciare. Fa quasi rabbia questo impellente bisogno di “confessarsi” – bisognerebbe tirarsi per i capelli, mettendo in pratica quanto più volte al giorno ci accingiamo a compiere e tutto prenderebbe la via del non ritorno. Ma non si può fare – la moneta vince su tutto.