Sociale
10 agosto 2007
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Il campo sportivo
Lo stretto sentiero
seguiva erto
il greto del torrente
che tumultuoso correva
sassi slavati
levigati dalla corrente
scrosciavano
dei frantumi dell'acqua
una fitta boscaglia
come una conchiglia
circondava e chiudeva
quel luogo selvaggio
ed era intima
quella celata frescura
accaldati e gioiosi
seguivamo il sentiero
verso il mistero
del nostro miraggio
non esisteva il tempo
ma come per caso
eravamo nello stesso luogo
nel medesimo tempo
un istinto ci trascinava
come l'animale
che senza vedere
sa dove andare
salita la balza
lo spazio si apriva
e scendevamo la china
per dilagare nel campo
ed il nostro miraggio
diventava coraggio
finalmente raccolti
nel campo sportivo
linee contorte
con lo sputo tracciate
pali sconnessi
incastrati per caso
erba divelta
erosa dai piedi
arida terra
bruciata dal gioco
verso i campi
tutto si apriva
senza steccati
e senza padroni
come api
attratte dal miele
correvamo
dietro alla palla
eravamo un sol mucchio
tanta era la foga
squadre confuse
inventate all'istante
dal dito potente
del più competente
un grande da un lato
uno dall'altro
e poi i piccoli
alla rinfusa compresi
non c'era numero
e posto per tutti
nessuno del gioco
veniva vietato
era una festa
una festa di passione
dove il gioco
era il solo padrone
il sole era tramontato
e la breve penombra
aveva lasciato il luogo
al buio più fondo
quando gli ultimi calci
ancora seguivano ostinati
l'invisibile pallone
tutto ritornava silenzio
nel vasto campo
e soli
o a gruppi
ritornavamo alle nostre case
gioiosi ed appagati
certi che il domani
ci saremmo ritrovati
sto seduto adesso
dove balzava giù la china
c'è ora una gradinata
dura e cementata
mi guardo intorno
assai sgomento
tutto è cambiato
di quel passato
non più spazi aperti
e incolti campi
ma solo case
ostili e chiuse
tronfie ed arroganti
di privata boria
sembra svanito il campo
dei nostri gioiosi giochi
non è più lo stesso
tutto è diverso
recintato e privato
sa di proibito
perfidi cancelli
ne uccidono la gioia
linee tracciate
con certosina cura
intatti legni
squadrati e levigati
un prato patinato
da maniacale lena
pare un'operetta
la sua fine erbetta
arrivano i bambini
con le loro madri
come signorini
in macchine ostentate
raccomandazioni esagerate
e a tutto attente
fiammanti divise
e borse firmate
più che bambini
sembran soldati
pronti
per essere inquadrati
ci son tanti generali
a guidare i rituali
un due tre
un due tre
quanto supplizio
questo esercizio
frustrar passioni
per allevar campioni
non partecipare
ma primeggiare
questo è l'obiettivo
di tale imperativo
sentendomi un marziano
silenzioso m'allontano.
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