All'aperto
tu dannato che mi guardi da dentro la stanza
claustrofobica costretto alla posizione fetale
sarai condannato ad un corpo e ad un volto
perché qui non sei riuscito a trovare te stesso
fra non molto la luce vedrai
e sarai il nuovo protagonista
delle prossime foto d’albero
goditi questo finché ci stai
che sarà il più alto del mondo
finché il tuo nome imparerai
ciò a cui tenevi presto dimenticherai
a che cosa stai pensando?
mi temi come quando eri in grembo?
mi guardi ancora di nascosto da laggiù?
tu che piangi l’umanità e preghi il cielo e la terra
ora sai che un’ape fa più paura dentro casa
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