Non vedi come addomestico
Non vedi come addomestico.
Spunto la lingua e nel mutismo sbiadisco.
Non vedi come arranco,
sbarrando stanze libere al vento,
dentro città soffocate dai gas.
Ascolta,
avevo un cielo immenso tutto di viole,
mani d'edera e nuvole da rampicare.
Rime amorose avevo.
E guarda adesso
tutta racchiusa nel dominio delle cose,
dell'ora rotta nei cocci minuti del reale,
non ho che smania
di ricucire il cielo.
©
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L'autore
Manuela Mori
Nata il 4 Luglio 1957, è sposata senza figli. Laureata in Lettere moderne presso l'Ateneo di Pisa, da trent'anni lavora presso un'azienda privata del Centro Italia, come responsabile del settore contabilità e bilancio. Scrive versi per diletto. Alcune sue poesie state selezionate dal giornalista Aldo Forbice per il co
Commenti (1)
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Luciano Capaldo28 agosto 2015
Una situazione di angosciante solitudine e malinconia che stride terribilmente con la laida saggezza di chi, all'esterno, guarda ed osserva mentre s'impara a stare muti. Dolorosi versi ma molto belli. Apprezzata tantissimo.
