Asciuga il cuore
Pier Giorgio Cadeddu
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Asciuga il cuore il vento delle notti di settembre;
Libero dal peccato laico della umanità,
ascolto i miei piedi turbinati di sabbia
ripercorrere passi di millenni
e voci di profeti inascoltate dal profondo del mare;
quest’aria calda che mi avvolge
al limitare dell’asprezza del dondolio mediterraneo,
è matrona d’oriente e patinato simbolo di nuovi profumi
da spargere a piene mani
sulla nostra povera compassione formato tabloid;
ne abuso di rimando come straccio senz’acqua
per piangere in sedicesimi singhiozzi
tra le tasse e un’auto in doppia fila
quel piccolo corpo fra le braccia
del turco, che alla marina ormai
non è più stupratore di donne
ma di occhi presbiti e sordi
di lenti colorate in pendant.
Il cuore rassegnato ferma i suoi battiti:
dove ci porteranno le intenzioni da idioti?
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L'autore
Pier Giorgio Cadeddu
Commenti (2)
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Patrizia Ensoli3 settembre 2015
Ormai come la metafora del coccodrillo piangiamo facendo finta che ci interessi veramente ... Poesia che fa emergere tutta l'amarezza dell'autore tempi i nostri, ormai vuoti, dove un attimo amiamo, il secondo dopo disprezziamo!
rita iacobone3 settembre 2015
Uno sfogo d'amarezza che l'autore intelligentemente esterna con questa poesia che tocca tutti per quanto oramai si sia abituati ad osservare immagini di dolore ingiusto senza più di tanto sconvolgerci. Bastano alcune lacrime di partecipazione per poi rituffarci nella nostra comoda esistenza sempre più circondata dall'apparenza e non dalla sostanza dei sentimenti. Un plauso all'autore .


