Scogliera
Metto all’occhiello
il blu del tuo colore
quando il canto perduto
roco diventa e la sirena
si adagia smorta
sullo scoglio astioso
concatenato ai tigli
e gli altri spogli rami
della macchia antistante.
Solo, allora, mi perdo
nel gurgite tuo vasto
navigo meglio a vista
senza alzare le vele
statico fermo immobile
sulla parete rocciosa.
Sabbia ciottoli e ghiaia
ne erodono la base
a mo’ di solco battente.
©
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L'autore
Andrea Guidi
Nasco a Pisa nell’ormai lontano 1957; maturità classica, all’università scienze agrarie, da oltre trent’anni sono agente di assicurazione: idee chiarissime, no? Inizio a scrivere testi e musica di canzoni alla fine degli anni ‘70, quando suonavo in un complesso, e continuo tuttora a scrivere quel che mi passa per la m
Commenti (1)
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Luciano Capaldo9 settembre 2015
Immagini che si possono toccare. Un uso di vocabili ricercati ma appropriati che sottolineano il valore di questi versi cuciti ad arte dall'autore/trice. Quello scoglio o meglio quella scogliera da un'idea della potenza della natura e somiglia molto alla nostra vita che incassa i duri colpi che ci riserva.
