Di nuovo
Ricomincio da dove ieri il vento ha fermato le lancette del tempo: il bisogno di avere tra le mani queste tue mani
Nasco a Pisa nell’ormai lontano 1957; maturità classica, all’università scienze agrarie, da oltre trent’anni sono agente di assicurazione: idee chiarissime, no? Inizio a scrivere testi e musica di canzoni alla fine degli anni ‘70, quando suonavo in un complesso, e continuo tuttora a scrivere quel che mi passa per la mente. L’ironia, e ancor di più l’autoironia, costituisce il mio modus vivendi al quale ormai non potrei mai rinunciare.
Ricomincio da dove ieri il vento ha fermato le lancette del tempo: il bisogno di avere tra le mani queste tue mani
Con sei mesi d’anticipo - o sei mesi di ritardo – l’altro giorno è fiorito il lillà! Profumata Syringa
Implose d’improvviso la lunga attesa estate sudando avidamente liquide file di formiche al sole sminuzzando le
Guardavamo iniziare la fine del giorno con lente corse e disarmati fucili carichi di odio e gioiosi ti amo. Niente
Volavi sognando perché tu eri viva; vestita la pelle di un soffio di vento restavi a guardare un silenzio affacciato a u…
Accozzaglia grigia e rossa di tetti e macchie di verde a risaltare sfumate come volute che salgono a rispecchiarsi
Nel punto esatto della notte dove arcani estremi si toccano proprio là sarò ad aspettarti e ti regalerò il sentire
Segue la vita il corso degli eventi negli incerti scenari del suo tempo mai gli attimi saranno sempre uguali fiori d’amo…
Non basterà dividere il pensiero per dedurre il tempo intercorrente tra la coscienza e l’insorgere del sogno: manca
Sai essere goccia che placida scende e lieve accarezza senza fare male. Puoi essere pioggia che porta
Fiori di loto intrinseci nei campi di papaveri nel tempo che, sospeso, muta in un batter di ciglia. Stanchezza nelle
Urlava l’upupa lassù sfarfallandosi lenta tra fiori di limoni bianchi come gigli e ruggine abrasa dagli stantii
Al vento garrivano bandiere quando eravamo giovani e tu ridevi in controluce tra rumore, megafoni, cortei. Ideali
Naufraga la mente, affoga nel mare del logos parole parole parole immagini di spazio circoscritto dal mistero del non
Segretamente rimettiamo insieme pezzi di vetro e cocci di una vita preparando la strada al divenire che nasce dal
Che cosa ci sarà di più lepposo d’un glitto verdenero e mallavetto? Non certo l’abbalasse dermasetto e
Proprio là dove si frastaglia l’onda voglio pascer neghittoso le membra occhieggiare di sbieco la fronda del
Il resto non importa: mi concentro soltanto su di me quando il destino morde con i suoi denti aguzzi e tira dei fendenti
Scrivo di te cercando tra le pieghe della tua pelle quella strada che porta il mio silenzio ad incrociare il tuo
C’è un che di assurdo nelle mie parole austere e scarmigliate; un volo senza rete un disperato traguardo di
Era bieco lo sguardo del tempo che ammaliava e rapiva i tuoi gesti dormire- sognare- levarsi aveva il sapore un po’
La penna rossa, rossa, mi raccomando, tenuta sempre nel palmo della mano l’occhio attento al refuso e ogni volta un colp…
Oh quant’è bello leggere ‘sti versi ed affogar nel Mar della Melassa la loro forza tosto mi sconquassa da tutti g…
Se raschio il fondo del barile trovo soltanto il mio cuore di riserva. Mi servirà mi dico per quando avrò
Diventa socio del Club: accedi a La Piazza riservata, ottieni sconti su concorsi ed eventi e aiuti la community a crescere.