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Ribellione 11 settembre 2015 · lettura 1 min · 816 letture

Immigrati a colazione

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ex Lorenzo Crocetti 545 poesie pubblicate
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Ho vinto un premio e ho avuto molti elogi in un concorso di poesia a piacere dove ho descritto il dramma d'immigrati con versi lacrimosi ed allettanti. L'argomento era facile, lo so, strappava lacrimoni ed io l'ho scelto apposta e proprio per aver successo e risultare infine un vincitore. Ma quando è giunta poi la premiazione non ho mai ritirato il premio ambito per un certo problema di coscienza e ho preferito di non presentarmi. Ho pensato a quei poveri immigrati (quelli scappati da persecuzioni) e mi son domandato se i pensieri di quella poesia erano veri. La mano infatti avevo... un po' sforzato profittando d'un dramma ch'è epocale e mi son pentito d'aver vinto “sfruttando” quelle povere creature. Mi sono ricordato d'aver scritto quella poesia seduto sul mio letto mentre un caffè sorbivo con la grappa e apparecchiato avevo il tavolino con bibite, cornetti e latte caldo!
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L'autore
ex Lorenzo Crocetti

Sto solido in questo sito "come d'autunno sugli alberi le foglie". Ho scritto sotto vari nick, quali"lo strimpellatore" e altri, ma in realtà sono quel Lorenzo Crocetti per sette volte almeno cacciato dal sito per i suoi interventi, da spirito (forse troppo) libero, ma poi sempre riaccettato. E continuo a starci beata

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Commenti (3)

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Saverio Chiti11 settembre 2015

È vero... È come parlare di violenza senza nemmeno una volta essere stato "violentato" O peggior ancora scrivere d'amore senza mai essere stato amato... Oppure che so, descrivere il buio pur essendo un "illuminato" E non per ultimo, persistere a scribacchiare poesie e non essere letterato. È vero caro amico, a volte si ha l'ardire di dire cose senza pensare, o almeno cercare di vivere situazioni che si vorrebbe far risaltare attraverso semplici parole, che spesso... Fanno rima col cuore! Bella "scossa" la tua...

Patrizia Ensoli11 settembre 2015

Condivido ma non del tutto, a prescindere dal fatto che spesso i concorsi sono a tema, quindi obbligati ... io penso che la penna, sia la voce che troppo spesso l'uomo " normale " non ha, da qui a sfruttare il dolore c'è da vedere; fare di tutta un'erba un fascio è troppo semplicistico. Personalmente preferisco una poesia impegnata ad una poesia melensa di un amore forzato (e troppo spesso brutta) ... ovviamente è una questione di gusto. In ogni caso, condivido il fatto che in tanti ci marciano!

Francesco Rossi11 settembre 2015

Come non essere in sintonia con il Crocetti che in questa sua poesia lancia una bella sfida di provocazione verso i benpensanti.