L’ordàlia, ovvero la fede e la ragione
Pasquale Farallo
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Vano e insano fu quel sentiero,
assai irto da perseguire
e vituperato il pensiero
né possibile da capire
senza una fede incrollabile
dunque, nel giudizio divino,
e tuttavia molto labile
per conseguir certezza alcuna
Quando alla prova tu fosti innanzi
e a cimentarti senza indugio
ne desti prova e anche avanzi,
pur sapendo d’esser nel giusto
e ormai giunto in codesto punto,
di certo più non t’importava
la vita tua mantener salva
ma solamente il rimarcare
Sia la potenza del giudizio
che la sua forza ed il tuo ardore.
Non t’arrestò dunque il timore
e con coraggio attraversasti
della tua vita l’ultimo varco
con l’immutabile certezza
di averla vinta o farla franca,
ma sol di morte ti diè l’ebbrezza...
E dell’ordàlia il mito antico
l’ardita analisi tu confutasti,
ma ancor per molto s’appalesò
e tante vite ancor recise
convinti i più d’un intervento
del Dio clemente e ‘l presenziare
ma tal fallace erudizione
la vita altrui valse a cadere
Confonder fede con la ragione
sempre portò l’uomo in errore
e per cotal vil convinzione
vite mieté con grande orrore.
Mai più non s’abbia a lastricare
del paradiso la via ambita
con vite umane in sacrificio
a tal misfatto in artificio
Nè la ragion sacrificare
ch’è del pensier la fonte avita
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L'autore
Pasquale Farallo
La poesia mi incanta, mi affascina, mi esalta, mi accompagna, è lo specchio della mia anima, perchè mi fa sentire vivo. Essa è l'unico modo, a me più congeniale, che mi permette di esternare le mie sensazioni, le mie emozioni, anche le più profonde e recondite, rendendo possibile condividerle con gli altri. La poesia p
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