Strade cieche
Giorgio Lavino
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Corrono, corrono a perdifiato
verso il sole coi raggi truccati.
Saltano maestose mura di cinta
con l’abilità delle gazzelle che fuggono
dal lavoro sudato.
Corrono, corrono
verso l’oro che non splende
e puzza come puzza
il sangue marcio.
Corrono e si lanciano
verso mete di sogni
che non brillano.
Corrono corrono,
per giorni, mesi, anni
Corrono per l’ultimo giro
in una strada
senza via d’uscita.
E solo allora
sanno di essere stati
sempre braccati.
©
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L'autore
Giorgio Lavino
Credo che la mia voglia di scrivere più che un’esigenza intellettuale sia un bisogno fisico. Che nasce dalla consapevolezza di costruire un canale di comunicazione. La conversione di quello che mi passa per la mente in versi è un esercizio fisico più che della ragione. E’ dire nel lessico della narrazione poeti
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