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Cronaca 17 settembre 2015 · lettura 1 min · 1855 letture

Tu che ti fai chiamare uomo

Francesco Falconetti 237 poesie pubblicate
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E’ lungo questo mio viaggio, tramortito l’animo dal dolore del passaggio e dell’abbandono: la mia terra è fiamme e dolore la speranza in Allah è grande, ma gli occhi dei miei figli raccontano (ormai) solo paura e morte Così, fuggo. E mentre tu, soldato, mi guardi, distratto, col tuo fucile io, Samira e i piccoli seguiamo il passo di questa infinita marcia verso nord tra la polvere dei sassi ed il silenzio Fili spinati hai eretto sul mio cammino di speranza, ed io mi chiedo: perché? Ti ho chiesto di darmi da bere, tu me l’hai negato Ti ho chiedo, esausto, di lasciarmi libero di attraversare queste inutili barriere, tu mi hai arrestato Ti ho chiesto un giaciglio dove far partorire mio figlio: mia moglie (ora) piange, per il fumo della tua ignoranza Tu che ti fai chiamare uomo.
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...migranti: scontro al confine tra Serbia- Ungheria. La polizia ungherese lancia lacrimogeni contro i migranti, tra cui una donna incinta che era entrata in travaglio e stava partorendo (16/09/2015). (Samira è un nome di pura fantasia e non intende riferirsi ad alcuna persona così chiamata).

L'autore
Francesco Falconetti

A volte, così docile, mi lascio cullare. Questo mutevole vento (che talvolta ritorna), mi trasporta, così lontano.

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