Un sonetto partorito male
Mi vien voglia di scrivere un sonetto
per dimostrare che lo so ben fare,
nessun tema io ho, ma ci scommetto
che in qualche modo lo saprò creare.
E fiducioso all'opera mi metto,
qualche idea già verrà, oso sperare,
ora un suggerimento me lo aspetto
che mi possa del tutto soddisfare.
Sforzo la mente, indago nel cervello,
però non partorisco proprio niente
e mi sento davvero un poverello
che si vede purtroppo insufficiente.
Lo sguardo sullo scritto adesso porto...
il sonetto è già nato, ma è un aborto!
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L'autore
ex Lorenzo Crocetti
Sto solido in questo sito "come d'autunno sugli alberi le foglie". Ho scritto sotto vari nick, quali"lo strimpellatore" e altri, ma in realtà sono quel Lorenzo Crocetti per sette volte almeno cacciato dal sito per i suoi interventi, da spirito (forse troppo) libero, ma poi sempre riaccettato. E continuo a starci beata
Commenti (1)
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A
Antonio Terracciano17 settembre 2015
Con questo sonetto l'autore ci dimostra che chi è nato poeta (soprattutto nell'accezione classica del termine) è capace di fare poesia godibilissima anche senza esprimere nessun contenuto di rilievo. Questi poeti si potrebbero agevolmente paragonare a quei calciatori fuoriclasse che radunano tanti tifosi non solo quando giocano una vera partita, ma anche quando fanno qualche semplice seduta di allenamento.