La falda del cappello
Rosaria Catania
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Stranamente mormorava
tutta da sola
si domandava
a lei che non c’èra
Non dimenticar...
Anno dopo anno ci pensava
interruppe di scatto
il gioco a carte
la stanza ben calda al piano terra
Sottolineò con voce calma il suo racconto
sospirò l’aria di risveglio
dell’alba che nasceva
sulle eleganti montagne dalle vette bianche
Si chiese se...
l’uomo è fugace
sacrifica la vita
come un topo di fogna
lo spirito selvaggio
gli fuggì oltre la mente
negli inverni freddi scalda il corpo
con preghiere mute
donar gioia
come sacre scritture perdute
nell’affacciarsi al mondo
il positivo sarà lode
sulla sponda della riva
indosserà un cappello per nascondersi
con falde larghe color porpora
sprofonderà nei pensieri
e fingerà d’ esser felice
cancellerà le ombre
che anneriscono la vista
l’inverno che aspetta arriverà
non sarà più freddo senza coperte
perché son con te
e le belle rughe
racconteranno la loro storia
con la vera faccia
non la tua
che rimarrà dentro
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Rosaria Catania
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