L'ombrello
Aldo Bilato
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Non ci sono più belle poesie:
prendete le mie...
se le girate
e rigirate come un calzino
ne ricaverete ben poco
al massimo, strizzandole
carne da brodo.
Non mi appare più il bello.
Scopro che l'ombrello
ne ha piene le palle da tennis
d'essere riposto in posti...
in quei posti
dove tutti ripongono il tutto
inutilizzato
anche se non piove
anche se non pioverà mai piú.
©
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Aldo Bilato
Commenti (1)
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Ettore Salamena20 gennaio 2016
Questa poesia a mio vedere evidenzia in modo trasparente la sensibilità del poeta e del suo modo quasi insofferente di percepire l'ndolenza umana. Ne traspare quasi un senso di frustrazione nel non veder più uno spiraglio di luce che possa illuminare anime oramai sempre più fluttuanti nell'oblio di questo grigio mondo, dove a suo dire neppure la poesia, la più nobile delle arti, sembra volergli sopravvivere. Non so se ho ben toccato le corde del poeta o meglio se ho ben captato ciò che in questa sua lirica ha voluto esprimere; se così fosse allora complimenti per come con un semplice ombrello (deposito della noncuranza) sia riuscito a catturare le mie sensibilità che ovviamente in tal modo sono parimenti le sue.

