Senza Titolo
Filastrocca dell'amore,
se lo perdi nel rumore
se svanisce il suo candore
e ti piange triste il cuore,
una lancia qui ci vuole.
Dai prendiamolo d'assalto
nel suo letto abbandonato!
Qual più lieve mietitore
può segnare il suo bel fato?
Nel suo petto maledetto
svelta, affonda quel Dolore
dalla lama acuminata
che ti ha uccisa, dilaniata.
È profonda la ferita,
quasi come le tue dita
che si inondano di sangue...
Freme il corpo, l'occhio piange.
Piangi affranta, Addolorata
piangi questa tua ballata;
piangi notte, giorno e
aurora, affinché Lui viva ancora.
Quando riapri gli occhi,
vedi, un gran fiume argentato
che come ago affusolato
mira al corpo martoriato...
Nel suo petto scava, punge
poi -filo-
cuce, annoda, stringe.
Tu vivrai, bel forestiero
mondato dal mio siero, ma
avrai nel petto rattoppato
uno spiraglio d'amor vero
che Dolore t'ha donato.
Della più innocua devianza, tu
non puoi ignorar l'istanza;
s'innalza dritta dal profondo
e in un battito d'ali, muove il mondo...
©
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