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Riflessioni 21 settembre 2015 · lettura 1 min · 2570 letture

Emivita

Francesco Falconetti 237 poesie pubblicate
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Eppure, ci sono stati giorni in cui le lacrime abbracciavano emozioni e l’innocenza delle articolazioni sillabavano sorrisi. Il loro sapore sapeva di frutta appena colta, mentre il profumo di fragole (rosse) mature, e pesche permeavano gli orizzonti ancora indistinti. Era l’illusione delle pallide inquietudini, ancora intatte, ancor per poco, da stille di odi e di calcolazioni. E ti guardi, ora, mentre lo specchio (così concavo!) riflette le rughe accennate dei rancori, e tutto sembra così avvilentemente più piccolo e scuro, e nulla cenna e lenire questo dolore.
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L'autore
Francesco Falconetti

A volte, così docile, mi lascio cullare. Questo mutevole vento (che talvolta ritorna), mi trasporta, così lontano.

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Commenti (2)

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Antonella Garzonio21 settembre 2015

L'autore con rimpianto rievoca un passato dove le emozioni riflettevano la purezza della genuinità, non contaminate da rancori e calcolazioni. Le rughe dell'indifferenza rimandano ora immagini piccole e scure.

carla vercelli15 ottobre 2015

Poesia sul dolore o meglio sulla consapevolezza del dolore e del male che la vita trascina con sé, inesorabili... da quasi un paradiso perduto d'innocenza e appagamenti anche sensoriali, di orizzonti ancora indefiniti a odi, rancori e calcolazioni, come dice il poeta, in cui tutto sembra farsi piccolo e maledettamente scuro... e la vita si riduce ad un'emivita, nella dicotomia tra il passato e il presente senza futuro, nel sopravvivere invece di vivere... In realtà credo che sia fondamentale affrontare il dolore e anche il male come aspetti inevitabili della vita, ma proiettarsi sempre in una visione più ampia e positiva: gli orizzonti sono sempre indefiniti e molto colorati... Sempre più bravo il poeta!